Case history
Incendio in una lavanderia industriale

Massima competenza al servizio delle ricchezze del nostro territorio

Cosa è successo

Nella notte un grosso incendio si propaga nello stabilimento di una nota lavanderia industriale del Mugello. Ne sono gravemente danneggiati i principali locali produttivi, alcuni macchinari e parte della copertura dell’immobile. C’è molto spavento, ma soprattutto tanta preoccupazione per il futuro dell’azienda: sono numerose le famiglie che vivono grazie alla storica attività. La mattina successiva i tecnici di per sono nello stabilimento per verificare i danni e capire da dove cominciare. Dopo le necessarie attività di messa in sicurezza dei locali, si dà subito avvio alla fase di stop corrosion: una tecnica che ha l’obiettivo di arrestare il processo di degrado dei materiali – a prima vista non rilevabile – innescato dai fumi dell’incendio. In casi come questi, oltre agli evidenti danni diretti, possono emergere in un secondo danni indiretti provocati dal rovinio dei macchinari. Occorre perciò bonificare i macchinari con le corrette tecniche.

Image

Come siamo intervenuti

Purtroppo incendi come questi non sono infrequenti nelle lavanderie industriali: si è pensato dapprima a un guasto elettrico, ma si è appurato in seguito che l’incendio è stato causato da un’autocombustione generatosi in un carrello di spugne. Dopo aver rimesso in moto i primi macchinari necessari per proseguire l’attività, si procede con la bonifica del fabbricato. Ogni supporto necessita di una specifica tecnica di lavaggio: lavaggio ad alta pressione utilizzando acqua e prodotti specifici, utilizzo di spugne chimiche, aspirazione con apparecchiature con filtro HEPA, lattice. Al termine del lavoro di bonifica, si procede con la deodorizzazione degli ambienti, che avviene tramite l’utilizzo di gas ozono.

2

Il risultato

I lavori iniziano dando precedenza alle priorità aziendali, per favorire la ripresa della produzione nel minor tempo possibile: “I colleghi dicevano che ci sarebbero voluti due mesi per riavviare l’attività” – dice l’amministratore delegato della società – “noi in diciotto giorni abbiamo messo in moto il cinquanta per cento dei macchinari. E questo è stato fondamentale, perché siamo una società di servizi, che lavora con alberghi e ristoranti: ogni giorno di chiusura significava perdere clienti”.

chima