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Give back, un fenomeno in crescita nel settore assicurativo

Lo abbiamo ereditato dalla cultura anglosassone e rientra in quella che viene definita la responsabilità sociale dell’impresa: stiamo parlando del give back, un fenomeno che sta strizzando l’occhio anche al settore assicurativo.

La concezione classica che ruota attorno alle assicurazioni è quella di un fondo a scopo cautelativo che però nel caso in cui non si presentino eventi sinistrosi, viene vissuta dall’assicurato come una “perdita di denaro”.

Il give back focalizza il proprio obiettivo sulla condivisione del capitale versato e sulla restituzione di una parte di esso qualora alla scadenza del contratto di polizza non si siano presentati dei sinistri e quindi i relativi indennizzi.

Questa nuova “forma mentis” risulta vantaggiosa non solo per i consumatori, ma anche per le Compagnie di Assicurazione per una netta diminuzione di frodi e quindi di riduzione dei risarcimenti e dei relativi oneri che comporta la gestione di un sinistro.

Il give back è sostanzialmente quello che nel settore auto viene chiamato peer to peer (P2P), un innovativo sistema di assicurazione nato nel 2010 in Germania da una società chiamata Friendsurence che permette agli assicurati di organizzarsi in gruppi di acquisto a cui, a fine anno, viene riconosciuta una quota di denaro che non è stato utilizzato per la gestione e il rimborso dei sinistri. Nella logica del peer to peer gli assicurati versano due quote: una quota standard per l’assicurazione e un’altra quota in un fondo comune, una sorta di salvadanaio che sarà suddiviso tra i vari assicurati alla scadenza della polizza.

Give back e peer to peer si prospettano come delle vere e proprie “rivoluzioni” all’interno della gestione assicurativa tradizionale e sono in grado di instaurare un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione tra cliente e Compagnia di Assicurazione al fine di ridurre i costi e sensibilizzare l’utente finale all’idea che assicurarsi vuol dire proteggersi e non sprecare il proprio denaro.